domenica 24 maggio 2015

fotografia di Steve Mc Curry


Un conto è leggerle sui giornali. certe storie, un altro è seguire tutti i giorni la scia che lascia il puzzo della malignità, di coscienze in cancrena. Non sono le normali, fisiologiche infedeltà a disturbarmi, è il mare di veleno in cui nuotiamo, così grande, così torbido.

Silvio Formisano - L'accordatore di destini - pag.72

lunedì 27 aprile 2015

opera di Mauro Melis


- La ami? - domandò il Guarda.  
- Che palle con questa domanda!  
-  Allora vuol dire che è una bella domanda.  
-  Non ho detto che non lo era.  
- Frega niente, ho tutta la notte, Non ho sonno.   
-  Quando uno fa una domanda, - disse Adamsberg, - vuol dire che ha già la risposta. Altrimenti tiene il becco chiuso  
- E' vero, - disse il Guarda. - Ho già la risposta.  
- Vedi?


Fred Vargas - L'uomo al rovescio - pag.262
opera di Hiroyuki Masuyama


Il commissario Adamsberg amava la solitudine in cui lasciar andare i pensieri alla deriva, verso il largo, ma amava anche le persone, il moto delle persone, e si nutriva come una zanzara della loro presenza intorno a lui. L’unico guaio con le persone era che parlavano in continuazione, tanto che le loro chiacchiere venivano costantemente a disturbare la mente del commissario nelle sue fantasticherie. Era quindi giocoforza ritrarsi, ma ritrarsi significava tornare alla solitudine che per qualche ora lui avrebbe voluto abbandonare.                                                                                                           Les Eaux Noires de Dublin avevano fornito una ottima soluzione al suo dilemma, giacche il locale era frequentato solo da chiassosi bevitori irlandesi che parlavano per Adamsberg una lingua ermetica, A volte il commissario pensava di essere uno degli ultimi individui del pianeta a non conoscere una parola di inglese. Quell’ignoranza arcaica gli consentiva di immergersi con gioia nelle Acque Nere, godendo del torrente vitale senza che questo lo disturbasse in alcun modo. In quel prezioso rifugio Adamsberg veniva a scarabocchiare per ore, aspettando senza alzare un dito che le idee affiorassero alla superficie della sua mente.                                                               
Così Adamsberg cercava le idee: le aspettava, semplicemente. Quando una di esse veniva a galla sotto i suoi occhi, come un pesce morto che compariva a fior d’acqua, la raccoglieva e la esaminava, per vedere se aveva bisogno di quell'articolo in quel momento, per vedere se presentava un qualche interesse. Adamsberg non rifletteva mai, si limitava a fantasticare, poi a fare una cernita, come quei pescatori con il guadino che vedi frugare con mano pesante in fondo al retino, cercando con le dita il gambero tra i sassi, le alghe, le conchiglie e la sabbia. Cerano molti sassi e molte alghe nei pensieri di Adamsberg, e non di rado lui vi si impigliava. Doveva gettare molto, scartare molto. (...)                                                                                                 
Alla fine, qualcosa ne cavava comunque, se solo aveva un po’ di pazienza. Adamsberg usava cosi il suo cervello, come un vasto mare fecondo nel quale hai riposto la tua fiducia ma che hai da tempo rinunciato ad assoggettare.

Fred Vargas - L'uomo a rovescio - pag.85-86

domenica 19 aprile 2015


Robin Williams in Patch Adams

Lo so, siamo tutti ben poca cosa di fronte all'universo e suppongo che il massimo che uno possa sperare è di fare qualche volta la differenza. Ma io quando mai ho fatto la differenza? C'è una cosa al mondo che è migliorata grazie a me? Io sono debole e sono anche un fallito, è inutile nasconderselo. Relativamente presto morirò, forse fra venti anni o forse domani, non ha importanza. Una volta morto, e con me anche tutti quelli che mi hanno conosciuto, sarà come se non fossi neanche mai esistito. Ha mai fatto la differenza per qualcuno la mia vita? Per nessuno che io ricordi. Nessuna per nessuno.
Warren Schmidt.
dal film A proposito di Schmidt

Fili spinati 

Nella farandola del vento
stesi gli abiti del mio amore. Quale volo
fece allora il tempo che
ci passammo l'un l'altro/tanto
difficile da afferrare tutto.
Noi siamo in
ciò in cui ci manchiamo. Lì
ci vediamo l'un l'altro
in una strada dove
la luce cade al contrario.

Juan Gelman


Broken Bicycles - Tom Waits
Biciclette inservibili
Vecchie catene rotte
Con manubri arrugginiti sotto la pioggia
Qualcuno dovrebbe mettere su un orfanotrofio per
Tutte queste cose che non vuole più nessuno
E' settembre e sembra di essere a luglio
E' tempo di dirsi arrivederci
L'estate è finita
Resterà il nostro amore
Come vecchie biciclette inservibili sotto la pioggia

Biciclette inservibili
Non dirlo ai miei genitori
Ci sono carte da gioco infilate in mezzo ai raggi
Giacciono come scheletri sul prato
Le ruote vogliono girare quando sono senza la compagna
Le stagioni possono attaccarsi a una monetina che dimentico ogni volta
Bene, le cose che mi hai dato potranno rimanere per sempre rotte
Ma non le getterò mai via


mercoledì 8 aprile 2015

Opera di Giorgio Maria Griffa


La solitudine è stata l’unica musa di questo paese, né la povertà o il clima impietoso, né la terra arida o l’abbandono, ma quella recondita solitudine che fa amare il fuoco e il silenzio. Lontano da qui, laddove gli uomini si moltiplicano senza sforzo, altre apparenze li distraggono e nessuno riesce più a vedere come il fumo si alza in cielo dai tetti e la terra vibra e mormora con il sole, e tace quando il giorno si ritira.

Hector Tizon - La casa del vento - pag.56