venerdì 30 gennaio 2015

foto di Mauro Camerani


La stanza di rabbi Hafez Chaim aveva solo un tavolo e una panca. “Dove sono i tuoi mobili?” Gli domandò un visitatore. “E i tuoi dove sono?” replicò il rabbi. “Ma io sono di passaggio.” Obbiettò il visitatore. “Anch’io.” Concluse il maestro
opera di Mark Rothko


          E ora che ne sarà
del mio viaggio?
Troppo accuratamente l'ho studiato
senza saperne nulla. Un imprevisto
è la sola speranza. Ma mi dicono
ch'è una stoltezza dirselo.
Eugenio Montale, Prima del viaggio - Satura

giovedì 22 gennaio 2015


































foto Paolo Fiaccadori

Siamo abituati a pensare i luoghi come contenitori passivi del nostro muoverci o sostare, cornici silenti del nostro agire. pensiamo che siamo noi a modificarli, a passarci, a dare loro una forma piuttosto che un altra, ma è altrettanto vero che sono poi loro a dare una forma a noi. Siamo le case che abbiamo abitato, i posti, le luci e gli odori dei paesi in cui abbiamo vissuto.
I luoghi sono vivi e ci entrano dentro. Possono dare forma ai nostri sogni, insinuarsi nell'anima con le loro atmosfere e le loro storie.

Andree Bella - Socrate in giardino - pag.77



                                           

mercoledì 21 gennaio 2015


Foto di Beth Moon

Quell'albero incarna per lei il desiderio di un pensiero e un sapere che in contra il mondo, lo anima, invita ad abitarlo e conoscerlo
Andree Bella  - Socrate in giardino - pag.9

lunedì 5 gennaio 2015


opera di Isabelle Merlet

Amo la terra, ciò che vedo mi appaga, e mi capita anche di credere che la linea pura delle vette, la maestà degli alberi, la vivezza del movimento dell’acqua in fondo a una forra, la grazia della facciata di una chiesa, poiché in alcune regioni, in certe ore, sono così intense, possono solo essere state volute, e per il nostro bene.                        
Quest'armonia ha un senso, questi paesaggi e queste forme, irrigidite ancora, incantate forse, hanno valore di parola: si tratta solo di guardare e di ascoltare con forza, affinché l’assoluto si dichiari, al fondo del nostro errare.                                    
Qui, in questa promessa, è dunque il luogo.

Yves Bonnefoy - L'entroterra - pag.15




sabato 27 dicembre 2014

immagine di Franco Fontana


Cercava di convincersi che in fondo era una fortuna potersene stare tranquillo a leggere, senza lo stress di dover preparare lezioni particolari o di dare un orientamento specifico i suoi studi. Andava un po’ a caso, a seconda delle sue preferenze e delle sue inclinazioni, scegliendo tra i libri che aspettava di leggere da anni. Ma la sua mente non si lasciava condurre dove avrebbe voluto: spesso si distraeva dalle pagine che aveva davanti, ritrovandosi a fissare il vuoto inebetito. Quasi che la sua mente, un istante dopo l’altro, venisse svuotata di ogni conoscenza e la sua volontà prosciugata di ogni energia. A volte gli sembrava di essere una specie di vegetale e sperava che qualcosa – anche il dolore- lo trafiggesse, per riportarlo in vita.

John Williams - Stoner - pag.207 
opera di Norman Rockwell


E’ il processo dello studio che mi da gioia. 
Non prendo il contenuto molto seriamente. 
Mi piacciono le storie, ma non le scambio per una verità storica. 

Irvin Yalom - Il problema Spinoza - pag.340